Lunedì 06 Settembre 2010

Biografia Nino Migliori

Gli inizi della fotografia di Migliori sono segnati da diverse linee che convivono parallelamente.
Da un lato la tradizione del fotogiornalismo “impegnato “ dall'altro la cultura d'immagine dell'informale con tangenze precise con il Bauhaus e, soprattutto, Dada. Nel corso del tempo si verrà precisando il significato tutto metalinguistico di tali operazioni: non dipinti e quadri informali, in cui ci si serve di sviluppo e fissaggio invece che di colore, bensì fotografie in senso pieno che mostrano le basi materiali del loro farsi. Su queste linee Migliori prosegue le ricerche sino alla fine degli anni Sessanta .
Da allora il suo lavoro assume valenze concettuali ed è questa la direzione che negli anni successivi tende a prevalere unita ad un impegno sempre crescente come organizzatore e animatore culturale, si potrebbe dire fino alla dissoluzione della propria immagine (ormai riconoscibile come punto di riferimento della cultura fotografica contemporanea. Nel 1982 da vita ad Abrecal - Gruppo di ricerca percezione globale -.) La sua è una ricerca talmente interna ad un'idea di estetica totale da arrivare alla negazione dell'estetica stessa, della figura dell'artista come demiurgo.

Sue opere sono conservate alla Galleria d'Arte Moderna - Bologna;
CSAC - Parma;
Museo di Praga;
Galleria d'Arte Moderna - Roma;
Bibliothèque National - Parigi;
Musée Reattu - Arles;
Museum of Modern Art - New York;
Museum of Fine Arts - Houston;
Museum of Fine Arts - Boston;
Polaroid International Museum - U.S.A. ed altri.

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